Beatificazione Padre Paoli : l'omelia del Cardinale Vallini
Beatificazione Padre Paoli : l'omelia del Cardinale Vallini
L'omelia del cardinale vicario Agostino Vallini durante la celebrazione per la beatificazione del carmelitano padre Angelo Paoli, domenica 25 aprile in San Giovanni in Laterano
Eccellentissimo Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi Venerati fratelli nell’episcopato e nel sacerdozio Cari fratelli e sorelle dell’Ordine Carmelitano Cari fratelli e sorelle !
1. In questa quarta domenica di Pasqua, in cui la Parola di Dio presenta il Signore Gesù come il Buon Pastore che dà la vita per il suo gregge (cf. Gv. 10, 11), la Chiesa riconosce nella grande schiera di coloro che hanno lavato le loro vesti rendendole candide con il sangue di Cristo, l’Agnello immolato (cf. Ap. 7, 14) – come ci ha ricordato il libro dell’Apocalisse nella seconda lettura - un sacerdote carmelitano, il Padre Angelo Paoli, e lo propone a modello di fede e di carità operosa (cfr. Gal. 5, 6) ai cristiani di oggi, particolarmente alla famiglia religiosa del Carmelo.
2. Il libro degli Atti degli Apostoli riferisce di una “moltitudine” di donne e di uomini che in una cittadina dell’Asia Minore, Antiochia di Pisidia, si aprirono al Vangelo e abbracciarono la fede per la parola e la testimonianza degli apostoli Paolo e Barnaba. San Luca ci ha ricordato che la loro parola franca e coraggiosa, in controtendenza rispetto alla tradizione dei padri, provocò una lacerazione che divise il cuore dei figli di Israele. Ma Paolo, servo di Gesù Cristo “luce delle nazioni”, andò avanti, rimanendo fedele al mandato del Signore di portare la salvezza “fino all’estremità della terra”.
L’incontro con Cristo risorto sulla via di Damasco aveva letteralmente rivoluzionato la sua vita, così che il Signore era diventato la ragione vera della sua esistenza e il motivo profondo che lo spingeva a farsi pellegrino instancabile del Vangelo in tutto il mondo. La sua forza non arretrò dinanzi a nulla, fino alla decisione sofferta di rivolgersi ai pagani, dopo che i giudei avevano respinto la parola di Dio, nella certezza che la salvezza viene dalla fede in Gesù Cristo (cf. Rom. 3, 28; Gal. 2, 16). Infatti «“essere giustificati” significa essere resi giusti, cioè…accolti dalla giustizia misericordiosa di Dio, ed entrare in comunione con Lui, e di conseguenza poter stabilire un rapporto… più autentico con tutti i nostri fratelli» (Benedetto XVI).